CSI: Fiaba n.4

gennaio 7th, 2012 § Lascia un commento

Fate come me: mettetevi un colapasta in testa.Lampeggianti della polizia nella notte. La scena del crimine è già delimitata con i nastri gialli. Grissom arriva con un cono gelato in mano, anche se siamo in inverno, nevica, e a Las Vegas tira un vento gelido che te lo raccomando. Il capitano Brass mantiene la situazione sotto controllo.

“Allora, Jim, cos’abbiamo qui? Questo silenzio non mi piace”.

“La vittima è una ragazza bianca, età apparente quattordici anni, capelli lunghi. Probabilmente viveva per strada, e raccattava qualche soldo vendendo fiammiferi”.

(L’inquadratura mostra una ragazza macilenta riversa per strada, con i topi che gli scorrazzano intorno).

“Le cause della morte?”

“Probabile assideramento. Non credevo che fosse possibile qui a Vegas, in mezzo al deserto. Eppure questa poveretta è morta di freddo”.

“Doveva conoscere il suo assassino, non ci sono segni di resistenza, né violenza”.

“E’ morta di freddo…”

“Ah, giusto. Cosa ci fa una ragazza come te, in un posto come questo? Cosa ti ha ucciso, piccola?”

“Gil, è morta di freddo”.

“Certo, certo, almeno apparentemente. Scommetto cinque dollari che conosceva il suo assassino”.

“Andati. comunque, è morta di freddo.”

“E questi fiammiferi cosa sono?”

“Probabilmente la poveretta ha cercato di riscaldarsi accendendo i fiammiferi uno per  uno, ma non gli è servito a molto”.

“Già, non gli è servito a molto…. e pensare che bastava avere un campingaz. Adesso ne fanno anche di belli, antivento e tutto.”

“Ehi, Grissom, venga a vedere cos’abbiamo trovato qui”, fa un’agente.

“Il suo cellulare: l’ultima chiamata l’ha ricevuta da sua nonna”.

“Abbiamo già controllato: peccato che sua nonna è morta da tre anni: a meno che non abbia chiamato dal paradiso, tanto lì c’è sempre campo”, commenta ironicamente Brass.

“La nonna l’ha chiamata dal paradiso, e gli ha detto di raggiungerla lassù a caldo, fra le nuvolette…”

“In effetti, abbiamo localizzato con triangolazioni geometriche relativistiche da dove è partita la chiamata: un punto imprecisato, a ventimila metri d’altezza.”

“…l’ho detto subito, che la vittima conosceva il suo assassino. Jim, mi devi cinque dollari”.

(TAAA – TA DAN! TAAA -TA DAN! Parte “Who Are You” degli Who)

CSI: Fiaba n.3

gennaio 4th, 2012 § Lascia un commento

Specchio specchio delle mie brame, chi è la gieffina più bella del reame?Grissom arriva sulla cena del crimine che non ha ancora digerito la peperonata di ieri sera, e fa piccoli ruttini sommessi.  Il capitano Brass già lo aspetta con il suo fare sarcastico. L’inquadratura fa vedere un principesco castello, con ponte levatoio e tutto, appena fuori Las Vegas.

“Allora, Jim, cos’abbiamo?”

“La vittima è una donna bianca, età apparente vent’anni. Sui documenti c’è scritto che di mestiere fa la principessa. Presenta vaste ecchimosi su tutto il corpo, come se l’avessero bastonata senza pietà tutta la notte. Probabilmente è morta per emorraggie interne, soffocata dal suo stesso sangue”.

(Viene mostrata la vittima che urla: “No, basta, pietà, non ce la faccio, fatemi scendere!” Le urla strazianti sono sovrapposte al rumore fortissimo dei vasi capillari che si rompono, e si vedono i lividi che si gonfiano in un battibaleno).

“E adesso la vittima dov’è?”

“Non abbiamo toccato niente: è lassù, in cima a quei venti materassi”, dice Jim, indicando una pila di soffici coltri e cuscini, a cui è appoggiata una scala. Grissom comincia a salire i gradini della scala, fino ad arrivare in cima. Si vede il cadavere, gonfio, bluastro, completamente sfigurato.

“Ci sono solo ecchimosi, gonfiori, rottura dei capillari, ma non riesco a capire qual è l’oggetto contundente… non capisco”.

“Ehi, capitano, venga a vedere cos’abbiamo qui!”

Due agenti con un radar spettrografico a onde convogliate bisunte ai raggi bigamma cipollari stanno eseguendo un esame a distanza dei materassi, e sotto tutti i materssi, le coltri e i cuscini appare un puntolino scuro, una massa solida grande come un pisello.

“Cos’è?”, chiede Grissom.

“Un pisello”.

Viene estratto con lunghe pinze, viene mostrato a Grissom, e viene subito messo in una di quelle bustine richiudibili con su scritto sopra grosso in rosso “CRIME EVIDENCE”, perché anche lo spettatore capisca.

“Dunque è quello che ha causato la morte della principessa: un pisello, messo sotto venti materassi, coltri e cuscini. La donna si è rigirata tutta la notte, e delicatina com’era, si è procurata le ecchimosi, che l’hanno portata alla morte”.

“Cosa ne pensi, Gil?”, chiede Brass.

“Probabilmente, un gioco erotico finito male. Oppure, fin troppo bene: dipende dai punti di vista”, fa Grissom.

(TAAA – TA DAN! TAAA -TA DAN! Parte “Who Are You” degli Who)

CSI: Fiaba n.2

gennaio 3rd, 2012 § Lascia un commento

Ascoltate bene quello che sto per dirvi: TpG fa perdere solo tempo!Grissom arriva sulla scena del crimine (una casetta di marzapane, spersa nel bosco, nei dintorni di Las Vegas) con un cappellino buffo sulla testa: era alla festa di compleanno della cognata.

“Allora, Jim, cosa abbiamo qui?”

“Abbiamo una donna anziana, caucasica, età apparente circa 65 anni: l’hanno spinta viva nel forno, ed è bruciata viva – quasi tutta”.

(L’inquadratura mostra l’imboccatura del forno, entra dentro, fa vedere i resti, il teschio tutto smangiato dal fuoco, e si sofferma lungamente sui resti di carne non completamente carbonizzata).

“Non ci sono segni di lotta, ci è andata di sua spontanea volontà, lì dentro.”

“Sì, e la cosa strana è che abbiamo trovato qua sul retro una gabbia, che però non sembra abbia ospitato animali, ma piuttosto bambini: c’è un piccolo letto, ci sono dei dolciumi, macchinine, transformers.”

“Probabilmente il prigioniero era un maschio, ma aveva una complice che l’ha aiutato a fuggire, e la complice era femmina, almeno a giudicare da quelle calze di Hello Kitty lì nell’angolo.”

“Che strano, una casa di marzapane, in mezzo al bosco, a sua volta in mezzo al deserto… sembra quasi un agriturismo, vediamo cosa offriva il menù della casa”.

(La telecamera inquadra la cucina, una mensola, sulla mensola fra gli altri un libro, un ricettario: “Come far ingrassare bene e poi cucinare i bambini minchioni che si sperdono nel bosco”).

“A quanto pare, la simpatica nonnina aveva una bella attività di allevamento e macellazione di minorenni ingenui.”

“Ehi, capitano, venga a vedere un po’ cosa c’è qui.”

(La telecamera mostra sul tavolaccio il cadavere di un bambino tutto insanguinato, con gli arti inferiori tutti squartati e spellati. Il bambino tiene ancora stretto fra le mani un transfomer).

“I due piccoli prigionieri hanno gettato la strega nel forno, ma poi la bambina ha rilevato l’attività e stava cominciando con il primo stufato di bimbo”, commenta Brass.

“Eh, si sa che le bambine sono più sveglie dei bambini”, chiosa Grissom.

(TAAA – TA DAN! TAAA -TA DAN! Parte “Who Are You” degli Who)

CSI: Fiaba n.1

gennaio 2nd, 2012 § Lascia un commento

L'alcolismo femminile colpisce tutte le fasce sociali.

Grissom arriva sulla scena del crimine con la barba mal curata e i capelli arruffati: l’hanno tirato giù dal letto. La scena del crimine è la Casa della Nonna, appena fuori dal bosco. Il capitano Jim Brass presidia il tutto.

“Allora, Jim, cos’abbiamo qui?”

“Un lupo, maschio, bianco, circa vent’anni, corporatura robusta, con il ventre squarciato. Dalla temperatura del fegato, rapportata alla pressione atmosferica e all’intensità del campo magnetico, il tutto correlato con minchiate adiabatiche assortite, possiamo dire che la morte risale a due ore e tre minuti fa.”

(La telecamera si sofferma lungamente sui dettagli delle trippe del lupo, sui rivoli di sangue, sullo sguardo perso nel vuoto delle pupille vuote: soggettiva di ciò che vedrebbe il lupo cadavere se non fosse cadavere).

“Ma qui, cosa ci sono? Delle impronte nel sangue, la nonna e una bambina, direi.”

(La telecamera indugia sulle impronte di sangue di un paio di pantofole di nonnina e su un paio di scarpette di bambina che, partendo dalla pozza di sangue del lupo, escono dalla casa della nonna e si perdono nel bosco).

“Dunque, vediamo un po’, la nonnina e la bambina erano nella pancia del lupo, il lupo stava probabilmente cominciando già a digerirle, quando qualcuno o qualcosa l’ha disturbato… Cosa mi dici delle ferite del lupo?”

“Le ferite all’intestino, lo squarcio intendo dire, è stato causato da un coltello professionale, probabilmente un Jacnkife AL234, in dotazione al corpo dei marines. Alcune incrostazioni di glutammato di sodio mescolato in polvere da sparo e olive ci dicono che è stato un cacciatore che stava facendo il brodo.”

“Allora, un cacciatore di passaggio vede la casa della nonna, aveva bisogno del sale per fare il brodo, non ne ha, va a suonare dalla nonna, vede aprirsi dal lupo, prima di tutto gli spara, così, per non saper né leggere né scrivere, e lo fa secco…”

(Ricostruzione filmata della scena, con soggettiva della pallottola del gaudente cacciatore che si conficca nel cranio del lupo, procurando ferite lacero-contuse giudicate guaribili in 15 giorni, e dopodiché la morte del lupo, che a quel punto non guarisce più).

“…poi, vedendone la pancia gonfia, lo squarta facendo uscire le due donne: la nonna sappiamo chi è, ma la bambina? Cosa faceva nel bosco tutta da sola? Cosa è venuta a fare dalla nonna?”

“Ehi, Capitano, venga a vedere un po’ cosa ho trovato.”

(La telecamera inquadra un cadavere nel bosco, un cacciatore con gli stivali e il gilet militare, con i topi che gli stanno divorando la faccia. Dettaglio della telecamera sui topi, mentre il loro digrignare dei denti è amplificato. Si vedono le tracce nell’erba di un’auto, probabilmente un grosso fuoristrada, che è ripartito sgommando).

“Ingegnoso. Farsi mangiare dal lupo solo per attirare il cacciatore, ucciderlo e derubarlo del suo Range Rover.”

(TAAA – TA  DAN! TAAA – TA  DAN! Parte “Who Are You”, degli Who, dall’album omonimo del 1978.)

Natale Fenomenale n.1

dicembre 24th, 2011 § Lascia un commento

La corsa freneUna vittima della crudele corsa ai regalitica ai regali. I negozi pieni di gente. I negozianti si fregano le mani. Anche per quest’anno l’abbiamo sfangata, và. L’economia natalizia gira. Milioni di abbracci falsi e regali inutili. Guardalo lì, lo spirito del natale.

Un barbone in un angolo dei portici. Lui non festeggia niente. Niente sms d’auguri. Niente pandori ripieno al cioccolato. Niente brindisi né cenone. Lui allo spirito del natale gli darebbe volentieri fuoco, così almeno si scalda.

Ma c’è un Natale anche per lui. Un uomo si stacca dal corteo dello sciopping e gli si avvicina. Gli mette nel cappello 484 euros, e gli sorride. Anche il barbone sorride. E scatta in piedi. Prende i soldi , si fionda da Mediaworld e si compra anche lui l’ipad2.

Adesso è felice: ha sempre fame e freddo, ma in compenso iclouda, ichatta e facebookka come ogni cristiano. Ecco, basta poco per far rientrare le persone nella Normalità. E poi dicono che lo spirito del Natale non c’è più.

(Ma, non ho capito: se non ha una casa, dove la trova una presa per ricaricarlo?)

Una Domenica Normale n.4

novembre 17th, 2011 § Lascia un commento

Lavare, lavare, lavare: preferisco il rumore del mare.C’era una volta un paese lontano povero e triste, dove i centri commerciali non aprivano mai la domenica…

E come mai?

Eh, perché c’era un enorme drago a sette teste che terrorizzava la gente, sbuffava fuoco e fiamme dalla bocca e dal naso, e la domenica usciva dalla sua tana e girava per le città, dando fuoco a tutti i centri commerciali aperti! Pensa la paura della gente, che la domenica non poteva andare a far la spesa!

E cosa faceva la domenica la gente tutto il giorno?

Eh, si annoiava. Certuni andavano ai musei, altri al mare, altri a trovare la nonna in casa di riposo, ma erano pochi, e anche abbastanza sfigati, gli toccava farlo di nascosto, perché la gran parte delle persone erano abituate ad andare al centro commerciale, ma adesso per colpa del drago gli toccava annoiarsi e far niente tutta la domenica!

Oh, ma che brutto!

Essì, e pensa anche a quei poveri bambini, che invece che andare al calduccio della galleria di 40 negozi gli toccava andare a giocare fuori, ai giardinetti o al pallone! Che c’era freddo, pioveva ed era pieno di pedofili!

Brr, che paura! Vai avanti, vai avanti!

E allora il re un giorno cercò un baldo guerriero forte e generoso che uccidesse il drago: chiamò mille cavalieri con destriero e lancia e spada che ammazzassero il mostro, ma nessuno aveva il coraggio di farlo, e poi tutti volevano avere i buoni pasto da 6 euro, e il re non voleva darglieli, e niente.

Che cattivi i cavalieri! Volevano pure i buoni pasto!

Già, devi sapere infatti che l’avidità umana è senza fine! Ma per fortuna un giorno arrivò un guerriero tutto splendente, con la spada ben affilata, che si diceva pronto ad uccidere il drago a gratis: e sai chi era?

No! Chi era?

Era il Guerrierio della ConfCommercio, il più potente di tutti i Baldi Guerrieri Automuniti Motivati Proattivi Fortemente Orientati Al Risultato: difatti, grazie  a un finanziamento occulto dei Grandi Supermercati, aveva comprato una spada affilatissima, con la quale affrontò il drago, gli tagliò le sette teste, e lo fece a tanti pezzettini!

Che bravo! Che poi arriva Antonella Clerici e fa lo spezzatino di drago coi piselli!

Ecco, sì, brava! E poi il Guerriero della ConfCommercio sai cosa fa? Torna in paese, tutti gli fanno i complimenti, e il Re gli dà pure in sposa la figlia belllissima! E pensa che uno dei più Grandi Supermercati lo riempì pure di stock option!

Davverooooo? E poi come andò a finire?

Una volta che i centri commerciali poterono riaprire anche la domenica la gente, oh dovevi vederla, com’era contenta! Da quel giorno, tutto in quel paese andò per il meglio: il commercio riprese quota, l’economia pure, i commercianti si fregavano le mani, i consumi aumentavano, l’inquinamento e la spazzatura pure, e tutti vissero per sempre felici e contenti!

Che bello! Che bello! Che bello! Che bella fiaba, nonna!

Una Domenica Normale n.3

novembre 16th, 2011 § Lascia un commento

Il mio tessoro! Il mio tessoro!“Su dai, bambini, sveglia! Forza, giù dal letto! E’ domenica!”

La domenica mattina, si sa, i bambini vorrebbero trascorrerla davanti alla televisione, a guardare i cartoni animati e a mangiar biscotti, e invece… non solo niente cartoni, ma anche niente biscotti: digiuno!

“No, dai, niente colazione dai, lo sapete che non potete mangiare niente, prima: solo bere un bicchiere d’acqua!”

Eppazienza, tocca bere solo un bicchiere d’acqua e basta.

“Forza, forza, dai, Kevin, sbrigati con quelle calze! Giennifer, forza, dai, mettiti sto vestito! Piano che lo rompi! Che figura che ci facciamo, se arrivi col vestito rotto?”

“Ma mamma, volevo chiedere: perché dobbiamo vestirci belli per andare..”

“Dai, sbrigati, non fare domande, che facciamo tardi, me lo chiedi poi in macchina!”

Il babbo si aggiusta il nodo della cravatta, cheppalle sta cravatta, pensa quelli che la devono mettere tutti i giorni, la mamma controlla la pettinatura, la figliolanza è pronta: le scarpine sono bel lucide.

“Forza, dai, in macchina, dai che mica stanno ad aspettare noi! Andiamo!”

La famigliola, vestita di tutto punto, corre a tutta velocità verso la chiesa, ma non si ferma davanti la chiesa, in chiesa ormai ci vanno solo i vecchi, la macchina va veloce veloce ancora avanti per 200 metri, fino al parcheggio del nuovo mobilificio: oggi c’è l’inaugurazione, e alle prime dieci famiglie che si presentano “eleganti” fanno lo sconto del 50% sull’acquisto della cameretta. E la colazione è gratis!

Una Domenica Normale n.2

novembre 15th, 2011 § Lascia un commento

Sorridete! E' un ordine!Non avevo niente da fare, domenica. Sono andata al centro commerciale: quello nuovo.

Non avevo niente da comprare, volevo solo veder un po’ di gente, sentire un po’ di casino, sono troppo depressa sto periodo, tutta colpa di sto stronzo, gli si bruciasse la casa e quella cazzo di moto che madonna, vabé lasciamo stare, volevo intanto dare un’occhiata all’ultimo iPhone che lì cianno sempre i modelli aggiornati, che prima o poi me lo compro, poi volevo vedere se trovavo una maglina di gabardine, poi dato che c’ero sono passata dall’estetista e mi son rifatta i capelli, poi visto che ero lì mi sono ricordata di comprare il mangime per Gionatan, il mio pesce rosso, sì, poi ho visto che c’era l’offerta sulle lettiere e allora ho comprato dieci sacchi di sabbia per lettiera, che adesso non so neanche dove metterli che non ciò più posto in sgabuzzino, e mi tocca lasciarli in corridoio, cioè hai presente quant’è piccola casa mia?, ecco,a desso immagina che la prima cosa che vedi entrando è sto mucchio di sacchi di lettiera per gatti, che tu pensa che io il gatto non cellò neanche! che fusa che sono, vabbè dai non mi stressare, lo sai che lo voglio prendere prima o poi, poi dato che c’ero domenica ho anche dato un’occhiata all’ultimo libro della Parodi, mi sembra un po’ una minchiata ma vabbè, c’era lo sconto, l’ho preso lo stesso, poi ho fatto un giro nel reparto fitness e, figata!, era arrivato il bilanciere per il power pump che erano mesi che aspettavo che arrivava, ma solo che erano andati via tutti ed era rimasto solo quello in esposizione, essì che io mi vado a prendere quello che l’hanno toccato tutti, “le facciamo lo sconto”, ma che schifo lo stesso, maddai scusa, e poi al reparto profumeria c’era la dimostrazione dei profumi della lancome, sìssì per carità, buoni eh, ma certi prezzi… a me le ragazze che fanno le dimostrazioni lì mi fanno sempre un po’ tristezza, fossero delle iperfighe occhei, la minigonna ascellare va anche bene, ma sta qui ciaveva due prosciutti al posto delle cosce… poi ha cominciato a prendermi mal di testa, ma volevo ancora dare un’occhiata se erano arrivate le merendine dietetiche, sai quelle barrette, che insomma ha provato un’amica di mia cugina e dice che funzionano, cazzo, ma io più che andare due volte alla settimana in palestra non ce la faccio!, essì ciai ragione tu, è che poi io mangio, vabè, comunque aspetta il bello deve ancora venire!, con sto mal di testa allucinante vado per pagare, e non mi prende il bancomat! ma non solo a me, a tutti! ma minchia! fatto mezz’ora di coda, avevo il carrello pieno, veniva duecento euro di spesa! “eh, ma può pagare in contanti…” madonna l’avrei ribaltata! e io vado in giro con tutti sti soldi! certo che mettono solo le più deficienti a fare le cassiere, cazzo! mi toccava lasciare il carrello lì, ma ti rendi conto! Tutta la mia spesa! Ero non incazzata nera: di più! “Eh, ma se vuole, può fare un finanziamento, che almeno si porta la roba a casa…” Sta maledetta! Eggià, il bancomat non funziona, però il finanziamento sì, eh? Guarda caso! Sti maledetti. Comunque sì,alla fine ho fatto il finanziamento, sti infami: duecento euro di spesa, centocinquanta di interessi, e vado a vanti a pagare per un anno! Madonna che domenica di merda! Meno male che è lunedì, mah, sai, qui al lavoro è il solito schifo, dicono che vogliono spostare tutto a Milano, e chi c’è c’è, chi non si vuole spostare, può pure andare a.. Che stress! Certe volte mi dico: dovrei cambiare vita. Ma poi tanto lo so già che ci ripenso. E allora tanto vale chissenefrega.

Ah, mi è venuto in mente, finché mi ricordo: vuoi mica della sabbia per la lettiera del gatto?

Una Domenica Normale n.1

settembre 8th, 2011 § Lascia un commento

Oltre 110 specie di microbi nella bocca minacciano la vostra salute.

Ieri siamo andati da decathlon
C’erano i saldi
Tanta coda alle casse

Poi siamo andati da calzedonia
C’erano i saldi
Tanta coda alle casse

Poi siamo andati a serravalle
C’erano i saldi
Tanta coda ovunque

Poi siamo andati da ikea
Non c’era parcheggio
Non siamo neanche entrati

Certe volte mi chiedo:
Ma, dunque, la vita è tutta qui?
La risposta è: sì.

Menare il Torrone n.3

agosto 31st, 2011 § Lascia un commento

TpG lava tutto meglio di tutto: anche la roba  fine!

Istruzioni per  ciurlare nel manico

Prima di tutto è necessario procurarsi un manico da ciurlata. Bisogna dunque rivolgersi al vostro ferramenta di fiducia, che probabilmente avrà già chiuso i battenti a causa del Brico Center che hanno aperto il mese scorso, all’uscita della tangenziale. Dunque è necessario attuare il piano B, e dirigersi verso il Brico Center.

Sarà difficile che i ragazzotti neoassunti del Brico sappiano indirizzarvi correttamente verso il manico da ciurlata che fa al caso vostro, quindi sarà meglio che velo cerchiate da solo. Prima di acquistarlo, provate una bella ciurlata, magari senza farvi vedere: ciurlare nel manico è un’attività lubrica e goduriosa che può essere scambiata per qualcosa di più riprovevole e meno fantasmagorico. Il manico è adatto se la ciurlata risulta soffice, inutile, di color violetto e lunga almeno 5 metri.

Una volta giunti a casa dovrete superare le resistenze e le curiosità dei famigli minorenni di sesso femminile (“cos’è questo?” “è un manico da ciurlare” “e a che cosa serve?”  “a ciurlare nel manico” “e cosa vuol dire?” “signorina, non è ora già di andare a letto?”) per non parlare della consorte (“ma che fai, sprechi anche i soldi così? Certo che ogni cagata che trovi su internet, tu subito la compri eh! Te la devo togliere, sta carta di credito!”)

A quel punto, visto il clima familiare ostile e controproducente, dovrete ciurlare nel manico solo di notte, lontano da sguardi indiscreti, possibilmente giù in garage o in scantinato. La ciurlata, se fatta in silenzio dà più soddisfazione, il manico dura di più, e la perdita di tempo è più efficace.

Ciurlate sempre da destra verso sinistra, con movimenti suadenti e totalmente idioti, fate salire le good vibrations. Ciurlare nel manico è un’esperienza mistica, totalmente coinvolgente, assolutamente noiosa, che va contro ogni buon senso. Il suo scopo è quello di non contribuire alla crescita del PIL, perdere tempo e sprecare energie, quasi come se fosse decrescita felice, alla faccia di tutti quelli che… “Ma, papà, cosa stai facendo con quel manico?” “EHI! E tu perché non sei a dormire? Fila subito a letto!” “Mamma, mamma, vieni a vedere cosa sta facendo papà!”

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