Fiaba Piccolo Borghese n.7

Assaggerai la lama della mia mezzaluna, cane infedele!“C’era una volta una piccola capanna nel bosco dove viveva la Famiglia Che Non Guardava La TV.”

“Come sarebbe a dire che non guardavano la TV? Non è possibile!”

“Eh, lo so, ma questa è una fiaba, tutto può succedere nelle fiabe!”

“Eh, già, eh già, è vero!”

“Nella casa della Famiglia Che Non Guardava La TV la vita scorreva inutile e sostanzialmente triste: Il Babbo Che Non Guardava La TV arrivava a casa la sera dopo una giornata di duro lavoro, la Mamma Che Non Guardava La TV preparava la cena e i due Bambini Che Non Guardavano La TV giocavano con le costruzioni.”

“Che triste, nonna! Che famiglia triste. Ma perché non guardavano la TV? Era rotta?”

“Eh, mia cara, ma in quella casa la TV non c’era proprio! Per questo non la guardavano. Pensa che cenavano tutti insieme senza guardare la TV! E la sera andavano sempre a dormire senza TV!”

“Ma pensa! Senza TV! Brrr! Che spavento!”

“Ma un bel giorno la notizia che c’era una Famiglia Che Non Guardava La TV giunse alle orecchie dell’Imperatore. ‘Ma come!’, disse l’Imperatore, “non è possibile che ci siano certe barbarie, nel mio regno tutti devono essere felici! Una famiglia che non guarda documentari, telegiornali, e la pubblicità, come fanno senza pubblicità? Ma dico io! Perfino i rom, i negri che raccolgono i pomodori e i camorristi guardano la TV! La sera, tutti arrivano a casa e guardano la TV! Portate subito a quella famiglia una TV: gliela regalo io!

I gendarmi a cavallo, col pennacchio tutto bello lucido, portarono alla casa nel bosco dove viveva la Famiglia Che Non Guardava La TV una bella TV da 50 pollici, LCD, già con il DVB-T2 integrato e con 25 ingressi HDMI, insomma, mia cara, una bella bestia! Full HD, poi, eh!”

“Come la nostra? Anche la nostra ha 50 pollici!”

“Eh, ma la nostra ha solo 4 ingressi HDMI, quella ne aveva 25! Venticinque ingressi HDMI, tutti in fila, che facevano paura, che appena ti avvicinavi ti mordevano con i loro dentini, GNAM!, e poi avresti dovuto vedere quant’era grosso il LED dello stenbài!”

“La lucina rossa del TV che resta accesa? Quella lì! Quella che mi fa paura? Era tanto grossa?”

“Era la più grossa lucina rossa del TV che fosse mai esistita! Era enorme! Quando di notte restava accesa, faceva la luce di un faro! Sembrava la luce dell’inferno, l’occhio fiammeggiante del diavolo, te lo dico io!”

“Basta! Basta! Vai avanti, vai avanti, che ho paura!”

“Sì, allora, i gendarmi consegnarono la TV grossa grossa alla Famiglia Che Non Guardava la TV, e il capo dei gendarmi disse: ‘E adesso questa la dovete guardare! Sennò: guai!’ E via, cloppiti clop, galopparono verso il nulla.”

“Giusto! Bravi! Così si fa! Verso il nulla! E poi? E poi?”

“E poi: la Famiglia Che Non Guardava La TV continuò a non guardare la TV, e a vivere in uno stato di sottosviluppo mentale disdicevole. Quando dopo un mese, una settimana e un giorno tornarono i gendarmi, invece di impiccarli o di decapitarli fecero di peggio: chiamarono una troupe di Melaverde (trasmissione della domenica mattina su rete4, condotta da Edoardo Raspelli e Ellen Hidding) che girò un bel servizio chiamandoli ‘selvaggi’, la Famiglia Che Non Guardava La TV venne catturata dai cacciatori e, chiusa dentro una gabbia, diventò ospite fisso di Buona Domenica.”

“Che bello! Che bello! Che bello! Così imparano a non guardare la TV!”

“Eh, sì, il Bene trionfa sempre! Però adesso ninna!”

“Sì. Notte notte, nonnina: adesso puoi pure levarti dalle palle.”

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Fiaba Piccolo Borghese n.6

Indispensabile ai delicati di stomaco, ai sofferenti di fegato e a tutti coloro che devono limitare i grassi  - Forte risparmio nella spesa quotidiana!“C’era una volta una Principessa tutta vestita di blu, che si chiamava…”

“BrioBlu!”

“Come? No, qui c’è scritto che si chiamava…”

“Brio Blu! E la sorella cattiva Brio Rossa!”

“No, guarda, cara, qui c’è scritto…”

“No no no, io voglio che mi racconti la storia delle principesse Brio Rossa e Brio Blu: rossa o blu mi piaci tu!”

“Eh, ma io non so, io non le ho mai sentite nominare, non so…”

“Ma come! Le fanno alla televisione! E tu non le vedi? Nonna, io voglio la storia delle Principesse Rocchetta Rossa e Blu! Con l’acqua che fa tanto bene!”

“Eh dunque vediamo un po’, c’era una volta una Principessa Rocchetta Blu che aveva una sorella Rocchetta Rossa, che nello spot sono interpretate da un’attrice che probabilmente aveva bisogno di molti soldi, perché sennò altrimenti non si spiega.”

“Ah, allora vedi che l’hai vista anche tu la pubblicità?”

“Sì, sì. Allora, Rocchetta Blu era intelligente e buona con tutti, invece Rocchetta Rossa era cattiva e perfida. Un giorno Rocchetta si innamora di un bellissimo Principe Azzurro, e cerca di farsi notare, una volta lo incontra nell’ascensore e gli dice “tu sei azzurro, io sono blu, siamo fatti l’uno per l’altra”, il Principe Azzurro in realtà sarebbe stato un Principe Bianco, ma aveva sbagliato a fare la lavatrice e allora era diventato Azzurro, ma questo non lo sapeva nessuno, anche perchè grazie al fatto che era Azzurro aveva il parcheggio gratis al Castello, ma allora Rocchetta Rossa diventa gelosa perché il Principe Azzurro piaceva tanto anche a lei, e quindi la Rocchetta Rossa si mette in lavatrice con dentro i fogli della Coloreria Italiana, quelli che servono per cambiare colore ai vestiti, e diventa Blu anche lei, va dal Principe Azzurro, gli dice che ha cambiato idea che anzi adesso lo odia, e gli tira uno schiaffo, e allora il Principe Azzurro decide di innamorarsi della sorella Rossa di Rocchetta Blu, ma quando va a cercarla trova due Principesse Blu (devi sapere infatti che i colori della Coloreria Italiana sono molto buoni, non vanno più via, e ormai la Principessa Rossa per quello strano incantesimo ormai era condannata a restare blu), il Principe Azzurro nel vedere due Principesse Blu decide di cambiare e diventa Verde, poi la vera Principessa Blu si tinge color Viola Glamour, la Principessa Rossa diventata Blu Mare si tinge Gialla a puà Rosa, e l’Amministratore Delegato della Coloreria Italiana si fregava le mani perché mai aveva venduto così tanto, e il fatturato schizzava verso l’alto, e tuttti vissero felici e contenti.”

“Nonna, cos’è il fatturato?”

“E’ una cosa molto importante, piccola mia, la cosa più importante di tutte, lo imparerai da grande, quando l’aziendina di tuo padre diventerà tua. Adesso però notte notte, piccola mia.”

“Notte notte, nonnina. Adesso per piacere vattene che puzzi.”

Fiaba Piccolo Borghese n.5

Lo splendore torna e ritorna passandovi uno straccio umido!“C’era una volta una piccola fiammiferaia, tutta vestita di stracci, che cercava di vendere i suoi fiammiferi ai passanti, e rincorreva i signori ricchi e tatuati, soprattutto quelli che parlavano all’iphone, e gli diceva ‘prego signore bello compra miei fiamiferi, compra miei fiamiferi, fiamiferi buoni!’, e loro gli sputavano addosso, centrandola anche da distante.”

“Così si fa! Che poi, dico, manco l’italiano imparano, vengono qui, e pretendono di farsi capire senza sapere neanche l’italiano.”

“Beh a dire il vero, ci sono anche degli italiani che l’italiano non lo sanno, eppure…”

“Sì, vabè, ma non è questo il punto, è che sti stracomunitari rom puzzano!”

“Sì hai ragione anche tu, comunque, c’era sta fiammiferaia stracomunitaria…”

“Che poi, oggi con tutti sti accendini zippo che ci sono, quella vendeva ancora i fiammiferi? Era rimasta indietro, ma tanto!”

“Eh, vabè, io adesso non so, abbi pazienza, la fiaba dice questo. Allora, la piccola fiammiferaia…”

“Eh, nonna, cheppalle! Ma non ne sai di fiabe più moderne? Vabè, ho capito, prendo sonno ascoltando Tiziano Ferro.”

Dopodiché, a suon di calci, sbatte fuori la nonna dalla cameretta.