Pommidori Assassini n.5

E sentite che profumo di pulito!Lei aveva la valigia aperta sul letto, ci gettava la roba dentro alla rinfusa, singhiozzando, piangeva ormai da ore, lui la guardava sconsolato appoggiato allo stipite della porta, ogni tanto dava un sorso alla birra che aveva in mano.

Sapeva che ormai non c’era niente da fare, stavolta lo mollava sul serio, si sentì molto depresso, si guardò la canottiera macchiata di polpettone, laggiù in basso dove la pancia sporgeva, tornò a guardare lei che faceva la valigia, notò che si stava portando anche via una scatola di pelati da un chilo.

“Perché ti porti via anche i pelati? Quelli no! Mi servono da mettere sulla pizza!”

“Tu non fai mai la pizza.”

“Non importa: sono pelati, sono buoni, sono miei!”

“Li vuoi proprio? Li vuoi proprio, fottuto porco? Eh? Li vuoi?”

“Sì, i miei pelati. Sono l’unico ricordo che mi resta di mia madre.”

“Eccoti i tuoi pelati!” Gli lanciò il barattolo in fronte.

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