Non ce n’è più per nessuno n.1

Su di noi nemmeno una scia chimica / su di noi l'amore è una favola / su di noi se tu vuoi volare... Il comunista ottagonale seduto sulla panchina mangiava sommessamente un panino sovradimensionato, ripieno di bresaola avariata. Non si poneva minimamente il problema della qualità della bresaola, ma si godeva il fresco sotto i platani, e le cicale che frinivano assordando un po’ tutti. L’amaro fungino del salume nocivo avrebbe dovuto allarmarlo, ma le lunghe lacrime che gli scendevano facevano pensare che fosse sovrappensiero, rimuginando dolori interiori e trascurando i segnali esteriori. Finito il panino fu preso dai primi spasmi, che dissimulò e sopportò, continuando a singhiozzare in silenzio. Dopo mezz’ora si accasciò sulla panchina, ormai viola, lanciando un’ultima invocazione a Gramsci. Le cicale continuarono ad assordare tutti.

 

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