Ogiemme Ailoviù n.1

Imagine there's no heaven / It's easy if you try / No hell below us / Above us only chemtrailsIn un caldo pomeriggio di aprile, lungo lo steccato c’erano i bambini che giocavano con i cavalli: gli passavano degli zuccherini. Uno dei cavalli staccò di netto con un morso la mano a un bambino, la masticò un po’ e la sputò. Il bambino non fece neanche in tempo a spaventarsi sul serio, che la mano gli ricrebbe immediatamente: era un Bambino+, modificato geneticamente con la Ricrescina© Aventis. La maestra allarmata si avvicino: “Fatto male?” “No…”, e si guardava sbigottito la nuova mano, un po’ più chiara dell’altra. “ Però adesso ciò una mano più chiara e l’altra più scura” “Non ti preoccupare, stasera vai a casa e gli dici a tua mamma di passarci sopra la crema all’idrosulfanone propedeutico, e vedrai che domani hanno di nuovo lo stesso colore”. “No, l’idrosulfanone no, puzza!” disse, e corse via, a farsi mangiare anche l’altra mano dal cavallo.

Annunci

Non ce n’è più per nessuno n.1

Su di noi nemmeno una scia chimica / su di noi l'amore è una favola / su di noi se tu vuoi volare... Il comunista ottagonale seduto sulla panchina mangiava sommessamente un panino sovradimensionato, ripieno di bresaola avariata. Non si poneva minimamente il problema della qualità della bresaola, ma si godeva il fresco sotto i platani, e le cicale che frinivano assordando un po’ tutti. L’amaro fungino del salume nocivo avrebbe dovuto allarmarlo, ma le lunghe lacrime che gli scendevano facevano pensare che fosse sovrappensiero, rimuginando dolori interiori e trascurando i segnali esteriori. Finito il panino fu preso dai primi spasmi, che dissimulò e sopportò, continuando a singhiozzare in silenzio. Dopo mezz’ora si accasciò sulla panchina, ormai viola, lanciando un’ultima invocazione a Gramsci. Le cicale continuarono ad assordare tutti.

 

Noi ci Saremo n.3

Io ODIO le scie chimiche!Finalmente la vedo. Attracco con la barchetta, spengo il motore, raggiungo la sommità dell’isoletta, dove la chiesetta di S. Martino resiste ai secoli e ai cambiamenti climatici. Una volta qui c’era il fondo del mare: l’acqua salata era sopra di noi. Poi, milioni di anni fa, il Mediterraneo si ritirò, il fondale si trasformò nelle colline del Monferrato, ed era tutto verde di foreste e boschi quando la chiesa fu costruita su un picco, in alto. Poi arrivò la peste che spopolò il borgo vicino, la chiesa rimase abbandonata a sé stessa. Fu riedificata quando i dintorni tornarono ad essere abitati. I boschi lasciarono posto alle vigne, dal sagrato della chiesa si vedevano colline, filari di viti, campanili e borghi. Poi grazie all’effetto serra il livello degli oceani salì, tornò il mare, e la sommità della collina si ritrovò ad essere un’isoletta dell’arcipelago del Monferrato. Oggi dal sagrato della chiesetta di San Martino si vede solo acqua salata, tutt’attorno. Il livello del mare continua a salire: un giorno anche l’isoletta verrà sommersa, e la chiesetta sparirà.

Apposito Spiegone n.10

Titolo:

Nuovi orizzonti della vendita, all’ingrosso e al dettaglio, di esalazioni aeriformi atte a stordire l’utenza, l’uditorio e l’elettorato a scopo fraudolento

Ovvero:

finalmente istituito l’Albo Nazionale dei Venditori di Fumo, da intendersi non come lo spacciatore di mariuana dei giardinetti, ma come colui che somministra, soprattutto attraverso i Mezzi di Persuasione di Massa, Balle Gassose e Contundenti a Utenti Cornuti, Mazziati, Consenzienti e Contenti

Segue Apposito Spiegone:

Finalmente una figura professionale che tanto ha dato lustro all’Italica Patria ottiene il suo giusto riconoscimento: è stato infatti istituito l’Albo Nazionale dei Venditori di Fumo, a cui vengono aggregati e associati anche i Propalatori di Notizie False e Tendenziose Date In Modo Falso e Tendenzioso. Un riconoscimento giuridico che molti auspicavano da tempo e richiedevano a  gran voce, quale necessaria regolamentazione di questo importante settore produttivo, vitale per la Sacra Crescita Del PIL di questo paese.

Un’attività, la vendita di fumo e la Presa in Giro dell’Italiano Consenziente, che ha vaste e profonde radici nella cultura nazionale, che vanta personaggi di spicco nei più vari settori produttivi e organizzativi, e che oggi trionfa a tutti i livelli, essendo ormai diventato uno sport nazionale. E proprio l’estendersi della pratica di questa attività rende necessario premiare la professionalità e la credibilità di chi opera nel settore da tempo con serietà e impegno, distinguendolo dai Venditori di Fumo avventizi, precari, occasionali e dilettanti, a cui spesso purtroppo si aggregano in modo abusivo e invasivo gli Sparacazzate, gli operatori di Televendite, gli Assessori alla Viabilità e Presidenti del Consiglio vari.

E’ quindi venuto il momento di dire basta a questa confusione. Questo anche e soprattutto a tutela del Consumatore, che ha il diritto di rifornirsi da Venditori di Fumo qualificati e con provata esperienza nel campo della Presa In Giro del Prossimo. La Vendita di Fumo è un’attività seria, sottoprodotto nobile del famoso Ingegno Italico che tutto il mondo ci invidia (un’altra cosa che tutto il mondo ci invidia  è la Carlà Bruni, che mica per niente ha fatto la fine della Gioconda: ce l’hanno fregata i francesi).

Comunque, non divaghiamo: stavamo parlando dell’Albo dei Venditori di Fumo.

Per l’Iscrizione all’Albo sono necessarie due foto formato tessera, una marca da bollo da euri 11 e centesimi 56, una dichiarazione d’intenti in cui si cerca di vendere il Colosseo ai Cinesi e la propria fedina penale; costituirà titolo preferenziale qualche condanna per Abuso d’Ufficio e Circonvenzione d’Incapace.

Chiunque abbia coperto la carica di Ministro delle Finanze, porti gli occhiali e abbia un cognome che comincia con TREMONT… è da considerarsi iscritto d’ufficio, e può già passare a ritirare la tessera (orario 9-12, tutti i giorni esclusi lun-ven, sab e dom, no al mattino, no al pomeriggio,  no feriali, no festivi, neanche preferiali, i prefestivi non se ne parla,  è gradita la prenotazione, carte di credito: nessuna).

(No, neanche di notte, è inutile che insisti).

Apposito Spiegone n. 9

Titolo:

Sull’effetto delle mutande strette sull’umore della Persona Comune,  e di come evitarlo in modo semplice, efficace e duraturo

Ovvero:

La biancheria intima occludente è da considerarsi una sostanza psicodislettica? E in tal caso, qual’è la modica quantità per uso personale?

Segue Apposito Spiegone:

Uno dei problemi che sicuramente attanagliano l’umanità intera in generale e chiunque porti un paio di mutande in particolare è la cosiddetta Sindrome Da Mutanda Stretta, morbo mortifero e infezione intima pandemica che costringe il malato a una vita irritabile, ansiosa, irrequieta, allucinata, litigiosa, futile e, alla fin dei conti, inutile.

Le Mutande Strette furono ideate dall’Inquisizione Spagnola (sempre lei!) all’epoca di quando c’era l’Inquisizione Spagnola, e furono uno strumento di tortura prolungata fra i più raffinati: alle femminucce si aveva cura di far indossare motande dal taglio particolare che segassero i glutei e incidessero profondamente il girovita, mentre nei maschietti particolare attenzione veniva riservata alla costrizioni delle parti sporgenti il corpo umano, in modo comunque in entrambi i casi di provocare Dolore&Fastidio ineludibili.

Tali modelli di Motande Strette sono arrivati fino a noi, e oggi giorno Voi, che sicuramente NON soffrite di tutta questa serie di turbe psicosomatiche che gravano sul Sistema Nervoso Centrale, ebbene Voi potrete riconoscere Quelli Che Stamattina Hanno Messo Su Le Motande Strette dalla loro:

– irritabilità
– tendenza al turpiloquio
– colorito vagamente cianotico (soprattutto nei maschietti, ove la costrizione tramite compressione provoca una deformazione anelastica delle parti molli che tendono a risalire all’interno)
– insulti a pubblico ufficiale
– tendenza a dimenarsi sulla sedia
– occasionalmente, lacrime agli occhi

Come evitare il contagio di tale morbo? Forse è già troppo tardi? Forse che ormai la pandemia ha raggiunto anche noi? Forse che ormai noi tutti siamo portatori sani di Motande Strette, e non lo sappiamo? Abbiamo mai provato a vedere/misurare/confrontare le nostre necessità locali in fatto di biancheria? Cosa fa l’OMS? Cosa fanno gli Amministratori Locali? Ascoltano le istanze della ggente? Qualcuno ha già chiamato Striscia la Notizia?

Per dire: l’efficiente Regione Piemonte ha decretato lo stato di calamità naturale, e ha già chiesto i primi finanziamenti al Governo.

Apposito Spiegone n. 8

Titolo:

Nuovi orizzonti della Psicologia Comportamentale specializzata in Idiozia Comune Contagiosa Ma Spontanea e Condivisibile

Ovvero:

Non compro un cane cosi’ poi non mi dispiacera’ vederlo morire

Segue Apposito Spiegone:

Gli scienziatoni dell’Università la Sapienza di Roma ne hanno inventata un’altra: oltre a prestare la propria faccia alla pubblicità nel decantare gli effetti taumaturgici dei Deodoranti Ascellari a base di napalm e nutella, per arrotondare le già laute prebende adesso si applicano a fare Ricerche Inutili su Argomenti Idioti (chepperò, ad onor del vero, è un settore in continua espansione e dove le possibilità di carriera e guadagno non mancano).

Per esempio, accurati studi condotti dal dipartimento di Psicologia Adleriana con Ripieno di Carciofini Flambè hanno dimostrato che effettivamente i cani domestici hanno una inspiegabile certa tendenza a morire prima dei rispettivi padroni, il che ovviamente lascia il proprietario interdetto e addolorato al  momento della dipartita della povera bestia, da cui il detto di Saggezza Popolare (peraltro condivisibile):

NON COMPRO UN CANE COSI’ POI NON MI DISPIACERÀ VEDERLO MORIRE

Gli scienziatoni sempre della Sapienza hanno poi pensato a una efficace contromisura e soluzione quasi definitiva al problema, che poi in effetti le soluzioni potrebbero essere non una ma addirittura due (in offerta come il fustino del detersivo):

– il padrone, quando muore il cane, gira la testa dall’altra parte, così non lo vede morire

– oppure lo fa morire al buio, che anche in questo caso non si vede e vualà il problema è risolto

Se poi il padrone del cane è cieco, meglio! Il problema non si pone addirittura: non lo vede né vivere né morire il che, in fin dei conti, è anche una situazione di lusso.

Tutto questo per  concludere: e poi dicono che non bisogna tagliare i fondi alla ricerca. Ma altro che tagliarli, eliminarli tutti! Basta con ’sta ricerca! A lavorare, tutti! Siamo un popolo di “santi, poeti, navigatori e operatori di coll senter”, mica c’è scritto “ricercatori”. C’è scritto “ricercatori”? No! E allora ricercatori: kaputt!

(Mi sa che cià ragione la Gelmini: mi piange il cuore e mi duole il fegato a dirlo, ma mi sa che è così)