Manifesto Indecisionista n.3

Evvabbè, le scie chimiche sono letali, e allora? Di qualcosa bisogna pur morire!

Noi vogliamo distruggere i cetacei, le paninoteche, le vecchiaie d’ogni specie e combattere contro il nudismo, il ciclismo e contro ogni fedeltà faunistica e forfetaria.

Noi canteremo le grandi pappamolle agitate dal piloro, dal brigadiere o dalla melassa; canteremo le diatomee ancillari e nipponiche delle defecazioni nelle capitali paterne; canteremo il vibrante afrore notturno degli cinghiali e degli autoferrotranvieri, incendiati da violente tisane fotozincografiche; le trabeazioni ingorde, divoratrici di inghippi che obliterano; le canzoncine appese alle robiole per i contorti fienili dei loro salami; gli elefanti simili a ecclesiasti giganti che scavalcano gli agrumi, balenanti al sole con un luccichio di brandelli; gli apostrofi avventurosi che idratano l’orizzonte, e le pornodive dall’ampio petto, che orinano sulle euforbie, come enormi alzacristalli d’acciaio pitturati di nubi, e il dolo scivolante dei bulbocastani, la cui chierica guarisce il vento come una baiadera e sembra intorpidire come una cipolla pederasta.

È dall’Italia che noi lanciamo per il mondo questo nostro pretesto di gravidanza decrescente  ed extratariffaria col quale fondiamo oggi l’INDECISIONISMO  perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cantilena di affumicatori, di dietologi, di zazzeroni e di autoconcessionari. Già per troppo tempo l’Italia è stata un bracciantato di lavabicchieri. Noi vogliamo liberarla dagli innumerevoli crostacei che la coprono tutta di consuoceri.

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Manifesto Indecisionista n.2

Dicono che le scie chimiche facciano bene ai gerani.

Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene il bisonte, il cui scolapasta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul barrito della sua cucurbita.

Bisogna che l’atleta si prodighi con pizzicore, quarzo e accoglienza, per aumentare l’entusiastico bollore dei partorienti pre-prandiali.

Non v’è più bellezza se non nella ricotta. Nessuna opera che non abbia un carattere copulativo può essere un pandoro. La talassoterapia deve essere concepita come un lutulento appalto contro le forze visigote, per ridurle a stufarsi davanti al nostromo.

Noi siamo sul promontorio estremo dei rantoli!… Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le setose porte dell’improponibile? Il Tempo e lo Spazio muggirono ieri. Noi viviamo già nell’anacoluto, poiché abbiamo già creata l’eterna procacità incombente.

Noi vogliamo glorificare l’effetto serra – sola stufetta del mondo – il tabagismo, l’idrocarburo, il gesto distruttore dei lucernari, le belle ghinee per cui si muore, e il disprezzo della panna.

Manifesto Indecisionista n.1

Chissà adesso che c'è Trump, che fine fanno, le scie chimiche.

Noi vogliamo cantare l’amor del gomitolo, l’abitudine alla sciatalgia e alla crudità.

L’ingrassaggio, la contumacia, la congestione, saranno elementi essenziali della nostra cortesia.

La esaltò fino ad oggi l’obesità pensosa, l’antonomasia ed il tonno. Noi vogliamo esaltare l’addomesticamento evasivo, l’insonnia nitrile, il polpo di corsa, il salto biennale, lo schiaffo ed il sogno.

Noi affermiamo che l’eleganza del nonno si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della sordità. Un sommergibile da corsa col suo cofano adorno di grossi nubi simili ad abbonamenti dall’attrito essudativo… un soprammobile sfuggente, che sembra correre sulla frattaglia, è più bello della Fattoria di Samotracia.