Favola Tiepida n. 4

C’era una volta, in un regno fatato lontano, un piccolo e buffissimo Re pelato che regnava su un popolo bue che lo adorava in modo imbarazzante.

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Favola Tiepida n.3

C’era una volta un paese lontano perso in mezzo alle foreste, in cui allignava un grosso lupo cattivo che terrorizzava gli abitanti, non lasciava avvicinare nessuno, sbranava i bambini e toglieva l’ICI ai beni ecclesiastici così, come se niente fosse (di questo però nessuno si lamentava).

Tutto il paese era terrorizzato dal canis lupus ora pro nobis, e quindi fu chiamato un coraggioso cavaliere che venisse a uccidere la mala bestia. Il cavaliere senza macchia e senza paura partì una mattina di settembre come cantavano i Nomadi, ma poi a un certo punto perse la strada, il lupo morì di cimurro, e finito lì il discorso.

Favola Tiepida n.2

C’era una volta un ciabattino che aveva tre figli, a cui un giorno disse: figlioli miei dovete andare per il mondo a cercarvi fortuna, perché io a voi non so provvedere.

Il primo figlio prese le sue cose, andò, e di lui non si seppe più nulla.

Anche il secondo figlio partì, in cerca di ventura, e anche di lui non si seppe più nulla.

Il terzo, il più piccolo partì anche lui, mandò poi una volta una cartolina da Voghera dicendo che si era sposato con un’operatrice ecologica procace, e poi anche di lui non si seppe più nulla.

Favola Tiepida n.1

C’era una volta un re che aveva tre figli; all’improvviso lassù fra le montagne, ai confini di quel regno apparve un drago immenso, che sputava fuoco e fiamme dalla bocca e parcheggiava sempre in seconda fila.

Il Re aveva molta paura dei draghi, e quindi disse ai suoi figli: “Figli miei, io sono molto vecchio e anziano, ciò tanto colesterolo e non posso andare a combattere il drago: ci andrete voi, che siete baldi cavalieri. Chi di voi ucciderà il drago, erediterà il mio trono, il mio scettro, la mia corona e il mio regno”.

Il più grande dei tre figli si offrì per primo di andare a uccidere la mala bestia: lucidò la sua spada, fece lucidare anche il cavallo, partì una mattina presto che albeggiava e si diresse verso le montagne. Quando lo vide da distante si fece coraggio e gli si lanciò addosso per trafiggerlo con la lancia: il drago lo incenerì insieme al cavallo con una sola fiatata.

Il Re allora si prese ancora più spavento, e anche il secondo figlio volle tentare la fortuna: anche lui lucidò la sua spada, anche lui fece lucidare il cavallo, e anche lui partì una mattina presto che albeggiava e si diresse verso le montagne. Quando fu vicino al drago, anche lui lanciò al galoppo il cavallo, lancia puntata verso il drago, e anche lui finì incenerito, insieme al cavallo.

Il Re cadde ancora più in disperazione: vedendolo così afflitto, anche i più piccolo dei figli volle tentare di sconfiggere la mala bestia: il padre non voleva lasciarlo partire, ma lui non voleva sentire ragioni, insisteva, diceva “babbo, non preoccuparti, io sono più furbo e intelligente dei miei fratelli, e saprò come cavarmela”. Lucidò la spada, lucidò il cavallo, e una mattina presto partì, partì verso le montagne. Giunse in vista del drago, si lanciò al galoppo con il cavallo, e anche lui finì incenerito, e il cavallo con lui.

Il Re morì di crepacuore: aveva aver perso tre bei cavalli. E il drago? Sta bene, grazie.