Pommidori Assassini n.3

Ah, signora, lei sì che ha classe, è una stoffa speciale, quella: è fatta con i batuffoli di cotone che trovo nel mio ombelico!Entrato in quella casa, si sente subito a disagio. Il padre lo squadra con occhi penetranti, mentre la madre lo avrebbe penetrato meno metaforicamente con il coltello per disosso pollame che aveva in mano. E pensare che deve solo consegnare un aspirapolvere, uno stupido, inutile e ultrasilenzioso aspirapolvere. Prego, firmi qui, ecco la ricevuta, dentro e fuori e via: le solite cose.

E la vede scendere dalle scale. E gli viene l’indecente idea di innamorarsi di lei. Indecente perché inutile, ma soprattutto controproducente, quasi asfissiante, in una parola debilitante ancorché corroborante. Nonostante tutto insiste, si innamora di lei. E si getta in ginocchio di fronte alle scale, allarga le braccia, si esagita insomma, implorandola di amarlo oppure di disprezzarlo, non importa, o una o l’altra, per lui fa lo stesso. Nel frattempo, un ginocchio accusa un travaso di liquido sinoviale.

Difficile dire la reazione di lei. Lo guarda sbigottita, sembra avere un principio di reflusso gastrico. Quando mai qualcuno ha sacrificato un’articolazione meniscale per lei? Lui conosce meglio e più concretamente la reazione di sua madre: gli scaglia addosso una scatola di pelati, il primo oggetto contundente che si trovò sottomano, centrandolo in piena nuca. Evidentemente, stava cucinando il pollo al pomodoro. Una ricetta da principianti.

Il giovedì è sempre un brutto giorno per morire. (Beh, anche il martedì non è il massimo, a pensarci bene.)