Innovazione nella Tradizione n.3

TpG casa è un prodotto magico: lava i piatti da sé!

Oh, te li ritrovi dappertutto!

Vabbene finché fanno i lavori che gli italiani non vogliono fare, ma quand’è troppo è troppo! Hanno detto ieri al tiggì che un rom con i tatuaggi si è presentato alle selezioni del Grande Fratello. Ma dico io! Senza vergogna!

Perché la Lega non propone una legge che proibisce ai clandestini, stracomunitari e tutti quelli lì di iscriversi al Grande Fratello? Ci vorrebbe proprio. Dobbiamo preservare la purezza di questa Eccellenza Italiana che tutto il mondo ci invidia!

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Carità Depilata n.2

Rido, la gente non capisce.Dalla prossima settimana la Filippa durante le pause di Fazio farà pubblicità a una nuova associazione umanitaria: la Lega per la Lotta al Pesaculismo Nei Bambini dell’Africa Subsahariana.

Difatti, tu non lo sai ma ogni anno milioni di bambini cadono preda di questa malattia cronica, che facendogli pesare il sedere li rende pigri e indolenti, praticamente nullafacenti, poco propensi alla vita nomade e tanto desiderosi di stravaccarsi su un divano a guardare il Grande Fratello.

E’ un grande problema. L’Africa Subsahariana già è alla fame così, se poi alle nuove generazioni “je pesa er culo” e non portano a pascolare la capretta, eh, cari miei…bisogna far qualcosa.

Anche tu puoi dare un contributo concreto a sconfiggere il pesaculismo nei bambini subsahariani: manda un messaggio al numero che vedi in sovrimpressione, dona anche tu sti due euri, eddài, cioè, dico, spendi soldi per mille porcate, e non mi puzzi fuori due euri per i bambini poveri pesaculisti?

Come dici? “Ciò il cellu di là, dai, miii, sto qua comodo sul divano, mica mi posso alzare per andare a mandare il messa, dai domani poi lo mando, giuro, però adesso non mi scassare le palle, miiiiii!”

Ah, scusa, non sapevo che anche tu soffrissi di questa terribile malattia.

Fiaba Piccolo Borghese n.8

Non mi dire! Cioè, no, volevo dire, dimmelo!C’era una volta una piccola casuccia nel bosco, ove viveva una famigliola povera, poverissima, povera in un modo quasi disgustoso. Babbo e Mamma avevano 7 figli, poveri e macilenti anche loro. Ah, sì, c’è poi da dire che il più piccolino si chiamava Pollicino, da quant’era piccolo.

Il problema all’ordine del giorno in quella famiglia era il nutrirsi: grande fonte di tribolazione e dolore era infatti la ricerca quotidiana di un pasto per riempire le budella, e il babbo spesso tornava a casa la sera senza niente da mettere nel piatto, anche perché non sapeva cacciare, né coltivare, né fare niente, se non lamentarsi e disperarsi. Avrebbe voluto tanto partecipare al Grande Fratello, ma all’epoca la televisione non l’avevano ancora inventata, anche se comunque l’idea era nell’aria.

Una sera il babbo tornò a casa con il paniere ancora una volta vuoto, e cedette alla disperazione: disse che non ce la faceva più a vedere tutti quei figlioli sempre più magri e macilenti. Propose quindi di sperderli nel bosco, che andassero a morire di fame lontano dai suoi occhi. La madre prese a disperarsi, a piangere, eccetera, ma non disse nulla, e andò a letto a sopire il suo dolore.

La mattina dopo il padre cominciò a vestirsi per andare a sperdere i filgi nel bosco, Pollicino compreso che si era già riempito le tasche di sassolini bianchi, quando la madre lo fermò e disse: “No, non c’è bisogno di sperdere nessuno, noi siamo disgraziati, è vero, ma dobbiamo chiedere aiuto allo Stato. Dov’è lo Stato, quando c’è bisogno? Dove sono le Autorità Preposte? Noi non paghiamo le tasse come tanti altri, ma i nostri figli hanno comunque il diritto di mangiare! Anche Pollicino! Adesso ci penso io!”

E la mamma scese giù in città, combinò alcune faccende, unse alcune ruote, ricattò due cognati, dato che c’era fece un po’ di sciopping con la revolving card, finché a sera tornò a casa trionfante:

“Ecco! Tutto sistemato! Arrivano i soldi! Adesso abbiamo il Buono Aiuto Alla Vita grazie a una legge del centro destra, un Buono Scuola Per Le Scuole Cattoliche Private grazie a una legge del centro sinistra, e tu hai un posto di lavoro in Provincia grazie a tuo fratello! Visto? Basta chiedere!”

E la famiglia di Pollicino visse a spese dello Stato felice e contenta per lunghi e  tanti anni. E senza neanche pagare un euro di tasse! Che è la cosa più importante.

Areofagie Dilettevoli n.1

Una ricerca dell’Università la Sapienza (sempre loro! maronn quanto ricercano!) ha inconfutabilmente dimostrato una cosa molto importante, estremamente interessante, spaventosamente incredibile, completamente prodigiosa e definitivamente inutile:

hanno scoperto che sono soprattutto gli uomini alla guida a mettere il braccio appoggiato al finestrino della macchina in cerca di refirgerio, addirittura in certi casi, udite udite, sporgendolo oltre la sagoma dell’autoveicolo (il che, va detto, è contro il codice stradale)(1).

Pare infatti che le donne non abbiano l’abitudine a guidare con il braccio sx appoggiato sulla portiera a finestrino abbassato.

E dove lo mettono, sto braccio sx? Non si sa. Una cosa per volta. Intanto abbiamo pagato fior fiore di ricercatori fannulloni per scoprire UNA cosa, adesso poi parte UN’ALTRA ricerca per capire che fine fa il braccio sx femminile delle donne al volante.

Si accettano scommesse:

a) le donne al volante non mettono fuori il braccio sx perché poi si ha l’inconveniente che il braccio sx resta, alla lunga, più abbronzato del braccio dx, il che non è bello a vedersi

b) le donne al volante guidano in modo più prudente, e quindi con tutte e due le braccia

c) le donne al volante non hanno il braccio sx, soprattutto quando guidano

d) quelli della Sapienza hanno preso fischi per fiaschi

e) sai che Sapienza ci vuole, a fare ste belle scoperte del menga

f) comunque, ha ragione il Brunetta lì, sti ricercatori universitari, a casa!, a laurà!, altro che ste ricerche delle bale

g) io li manderei in miniera

h) ssst! Che in miniera adesso ci stanno gli stracomunitari, lasciali buoni lì, che finché lavorano e non si lamentano, stan bene lì

i) allora io i ricercatori li manderei a lavorare nei coll senter, toh.

l) oppure al grande fratello: c’è tanto bisogno di braccia anche lì

m) te dici: mica facile, al grande fratello, fare lo scemo così di continuo: è un mestiere anche quello, oh!

m) ecchecentra, certo, un mestiere come un altro, mica siamo quelli che dicono: a fare i coglioni son bravi tutti, no!, a fare i coglioni bisogna essere bravi

o) e pagati, poi! Non dimentichiamo la cosa più importante!

p) c’è poco da ridere: guarda che chi vince il grande fratello, poi è sistemato per il resto della sua vita, eh!

q) prima di tutto: i soldi che gli danno, cash!

r) che ci dicano quello che vogliono, ma glie ne daranno almeno il doppio in nero…

s) poi: cominci a fare le serate in discoteca…

t) che te ridi, ma sai che fatica! anche quello, è un mestiere…

u) sai che ti dico? a questo punto rilascio al mondo una dichiarazione che farà paura:  CHE FASTIDIO QUELL’ARIA NELL’INTESTINO!

v) e io ti rispondo, da par mio e per quel che mi compete: VOGLIO RITROVARE LA MIA REGOLARITA’ QUOTIDIANA!

z) ma: sta lista non finisce mai?

(1)uè! ragazzo! niente bestemmie qui! cos’è sta novità, del codice stradale? ma cus’è? che altra porcata si sono inventati? tutto solo per far multe! Lader cumunisti!

Enciclopedia Futura n.4

CENTRO COMMERCIALE:

luogo di pellegrinaggio sacro durante la prima metà del XXI secolo, ove gli Antenati si incontravano per officiare buffi riti collettivi.

Le frammentarie e oscure cronache dei Recenti Secoli Bui (XX-XXI sec.) raccontano come i pellegrini affrontassero lunghi disagi e privazioni pur di giungere in massa in tali luoghi di salvezza, ove avvenivano guarigioni, miracoli, apparizioni divine e non meglio identificate “selezioni per partecipare al Grande Fratello”, probabili raduni di preghiera e buffo raccoglimento spirituale.