Idiota Felice n.2

Bucato OKAY: un trattamento scientificamente studiato che conserva alla biancheria il senso del 'nuovo.Il signor Z. ama alla follia il suo iphone. Se lo porta a letto. Se lo porta in bagno. Vorrebbe portarlo sotto la doccia. Non lo molla un minuto. Lo tiene sempre ad un massimo di venti centimetri da sé. Non si ricorda neanche di quando non aveva l’iphone. Non riesce neanche a capire come facciano gli altri a viver senza iphone. Vede tutta quella gente derelitta e senza speranza che vaga inetta, trascinando una vita breve e inutile, senza iphone. Cammina per strada, con un sorriso enorme, tiene in tasca il suo iphone e lo accarezza teneramente, pensando a tutti quegli altri che non possono fare come lui: poveretti. Gente che non è mai stata toccata dalla Grazia, che non ha mai conosciuto la Perfezione, che non ha mai visto la Luce. Ammassi di ossa e carne che si illudono di vivere, amare, creare e soffrire senza iphone: poveri esseri inferiori. Perché non si inchinano al suo passaggio, Lui che ha ricevuto un Dono dagli Déi? Lui, Eletto fra gli Eletti. E loro: senza iphone. Sguazzano nel fango di un’esistenza putrida. Un oggetto così bello, come si fa a vivere senza? Il suo splendido schermo, le sue splendide grigliette per microfono e parlante incorporato, la sua splendida mela morsicata. Un oggetto bellissimo. Lucido, nero, alieno. Chissà com’è usarlo. Il signor Z. non l’ha ancora acceso: non ha ancora capito come si fa. Aspetta che arrivi stasera suo nipote a insegnargli. Brutta cosa, diventar vecchi: si va via con la testa. E si ha sempre bisogno degli altri.

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Idiota Felice n.1

Per essere ammirate non è indispensabile la bellezza, mentre è necessario possedere una carnagione fresca e morbida.Il signor T. era un omone grande e grosso, la cui passione principale era quella di risintonizzare i canali del digitale terrestre. Egli aveva infatti il patema d’animo e l’angoscia intima di non essere aggiornatissimo con la situazione dei vari canali e bouquet, e cosa ancor più grave temeva fortemente la possibilità di dimenticarsi di qualche nuovo canale che fosse disponibile.

Per dedicarsi all’attività di risintonizzazione trascurava molte altre cose, fra cui il lavoro, gli affetti, la moglie, i figli, la madre vecchia e malata, il pagamento del bollo dell’auto entro i limiti di legge, la ritinteggiatura della casa, la prenotazione delle vacanze, la perforazione gastro-duodenale, la pulizia personale; non riusciva a dormire adeguatamente, non seguiva una dieta sana e regolare, non faceva attività fisica, si faceva la barba sempre più di rado, il cane non lo portava più fuori, insomma viveva una vita inutile e infeconda, di abbrutimento progressivo e inevitabile e dal probabile epilogo tragico.

Ma per fortuna arrivò l’assistente sociale, gli fu tolta la patria potestà, gli fu portato via il cane, la moglie ottenne il divorzio, i figli l’abbandonarono, fu internato per un certo periodo, lavato rasato nutrito picchiato sedato sodomizzato, e infine rimandato a casa, senza aver trovato alcun giovamento da tutto ciò.

Adesso vive solo, passa i giorni a risintonizzare i canali del digitale terreste. Non soffre, anzi quando appare un nuovo canale di televendite è felice, ed emette dei gridolini. Quelli dell’Istituto Religioso gli portano da mangiare, e non disperano un giorno di convincerlo a trasferirsi da loro, anche perché quelle povere suore avrebbero proprio bisogno di uno così: loro non sono capaci, a risintonizzare il decoder.