Il Mio Papà n.1

A scuola la maestra ci ha detto che le scie chimiche le fanno quelli dei gender per farci diventare tutti uomosessualiIl mio papà fa il lavoro più bello del mondo: fa l’asfaltatore.

Lui è quello con il gilè rosso che manovra quella macchina che lo spalma tutto bello liscio per terra. Il mio papà dice che è il lavoro più bello del mondo perché più asfalto c’è, meglio è per tutti.

Al mio papà fanno mettere l’asfalto sulle strade che ce l’hanno già, lo mette nuovo perché quello che c’era prima è diventato vecchio, ma la cosa più bella è quando asfalta nuove cose, tipo che appunto lui asfalta i piazzali dei supermercati, dei parcheggi, delle tangenziali nuove di zecca, dei “centri logistici intermodali” (si chiamano proprio così), che prima magari c’era solo erba.

Lui dice che la cosa più bella è fare una nuova strada: magari lì prima non c’era niente, magari c’era solo un sentiero pieno di fango che ci vai solo con le moto da cross, tipo quelle stradine di montagna che ci passano solo gli stambecchi, e invece nel giro di due giorni il mio papà ci mette sopra un’autostrada a 4 corsie per ogni senso di marcia, con gli svincoli i caselli gli autogrill gli spizzico le pompe di benzina e tutto.

Fare nuove strade, mi racconta, è molto bello perché almeno la gente con le macchine va dove vuole, in montagna, nelle colline verdi, e poi quando arrivi con la strada ci passano le famiglie che vanno a sciare, e anche le betoniere, le gru, i camion, i TIR, e anche posti selvaggi dove non c’è niente neanche un’ikea neanche un decatlon il giorno dopo diventano belli perché tutti ci vanno con la loro macchina.

Però dice che ogni tanto succede che, per esempio nel centro delle città, vogliono togliere l’asfalto, mettre le pietre per terra e fare un centro pedonale. Ma per fortuna il mio papà dice che queste cose poi finiranno, che poi di sicuro rimetteranno l’asfalto, e si potrà di nuovo andare con le macchine e con i TIR nei centri storici, e tutti saremo più contenti. Io gli ho risposto che a me piace camminare a piedi nel centro storico senza le macchine, e allora lui mi ha tirato uno schiaffo, che io non capisco niente di come gira il mondo, e che quando sarò grande capirò che le cose asfaltate sono più belle, più comode e che bisognerebbe asfaltare anche le spiagge e i campi di grano, che tanto non servono più a niente che tanto ormai il grano arriva dalla Cina.

Il mio papà dice che l’unico problema dell’asfalto è che è nero, ma il giorno che inventeranno l’asfalto giallo, rosso, bianco, anzi bianconero come la Juve, oppure biancoceleste come la Lazio, vedrai che tutti vorranno asfaltare anche il Monte Bianco e il Colosseo.

 

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Una Domenica Normale n.1

Oltre 110 specie di microbi nella bocca minacciano la vostra salute.

Ieri siamo andati da decathlon
C’erano i saldi
Tanta coda alle casse

Poi siamo andati da calzedonia
C’erano i saldi
Tanta coda alle casse

Poi siamo andati a serravalle
C’erano i saldi
Tanta coda ovunque

Poi siamo andati da ikea
Non c’era parcheggio
Non siamo neanche entrati

Certe volte mi chiedo:
Ma, dunque, la vita è tutta qui?
La risposta è: sì.

Enciclopedia Futura n.8

AUTOMOBILE:

forma di vita aliena diffusa su tutta la terra durante il Medioevo Ultimo Scorso: giunte dal pianeta FAIDATE AGIP, le Automobili vivevano allo stato brado nella savana asfaltata, nutrendosi di petrolio e arbre magicque alla vaniglia ed emettendo PM10 in piena libertà.

L’uomo inizialmente le addomesticò al scopo di raggiungere i Centri Commerciali e i McDrive, ma da un certo punto in poi furono utilizzate anche per un altro oscuro rito magico, e cioè raggiungere gli enigmatici “Centri IKEA”, come si può dedurre da un frammento dei Testi Antichi:

“Papà, devo andare a COMPRARE(*) all’IKEA(*) un GUARDAROBA(*) ANEBODA(*) e un POGGIAPIEDI(*) TOREKOV(*): mi presti la tua Automobile? Sì, lo so, devo fare attenzione agli AUTOVELOX(*).”

Gli studiosi del XXIV secolo non sono ancora riusciti a decifrare il significato delle parole contrassegnate con (*), per cui il senso del testo è assai oscuro: probabilmente si riferisce a riti apotropaici ermeneutici propedeutici che sancivano l’ingresso nella pubertà dei giovani Guerrieri Antenati. Infatti “ANEBODA” è il termine arcaico per “circoncisione” o altra mutilazione rituale, che probabilmente veniva effettuata solo nei cosiddetti “Centri IKEA”, edifici misteriosi che in quei tempi lontani pieni di Superstizione e Ignoranza rappresentavano Luoghi Santi di Guarigione Miracolosa, unico sollievo dai “Vasti Affanni e Dolori, Peso Gravante Sopra La Nebbiosa Vita” (come recitava a quei tempi la pubblicità del Digestivo Baudelaire).