Pommidori Assassini n.5

E sentite che profumo di pulito!Lei aveva la valigia aperta sul letto, ci gettava la roba dentro alla rinfusa, singhiozzando, piangeva ormai da ore, lui la guardava sconsolato appoggiato allo stipite della porta, ogni tanto dava un sorso alla birra che aveva in mano.

Sapeva che ormai non c’era niente da fare, stavolta lo mollava sul serio, si sentì molto depresso, si guardò la canottiera macchiata di polpettone, laggiù in basso dove la pancia sporgeva, tornò a guardare lei che faceva la valigia, notò che si stava portando anche via una scatola di pelati da un chilo.

“Perché ti porti via anche i pelati? Quelli no! Mi servono da mettere sulla pizza!”

“Tu non fai mai la pizza.”

“Non importa: sono pelati, sono buoni, sono miei!”

“Li vuoi proprio? Li vuoi proprio, fottuto porco? Eh? Li vuoi?”

“Sì, i miei pelati. Sono l’unico ricordo che mi resta di mia madre.”

“Eccoti i tuoi pelati!” Gli lanciò il barattolo in fronte.

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Fiaba Piccolo Borghese n.4

L'alcolismo femminile è una piaga che si può debellare.

C’era una volta una piccola bambina di nome Cappuccetto Rosso, che doveva portare un cestino di bevande e cibo alla nonna ammalata.

La mamma le disse di non andare nel bosco e di tenersi sulla strada, soprattutto perché sulla strada al km 23 avrebbe trovato un bel negozio Conpibel, e siccome era stagione di saldi, Cappuccetto Rosso avrebbe fatto tanto bene a cambiare finalmente quell’orrido soprabitino rosso, e comprarsi chessò un bel completino, un soprabitino, un gilerino nuovo, e difatti Cappuccetto Rosso non scelse la strada del bosco, si tenne sulla statale, e al km 23 trovò l’outlet Conpibel, parcheggio non ce n’era perché era stagione di saldi e “tutto il mondo” aveva avuto la sua stessa idea, un casino di gente che non ti dico, e quindi fece marcia indietro, passò per il bosco, incontrò il lupo, etc etc etc.

(Che, se quelli della Conbipel avessero fatto un parcheggio più grosso, tutto quello che seguì non sarebbe successo, e il lupo sarebbe ancora vivo e vegeto).

Fiaba Piccolo Borghese n.1

Che bello!C’era una volta, in un magnifico e alto castello, una principessa bellissima che viveva reclusa in un’alta torre; un enorme drago la teneva prigioniera, e la principessa aspettava un Principe Azzurro che la venisse a liberare.

Lì vicino c’era un piccolo paese, dove viveva un principe azzurro; essendo bamboccione, viveva a 40 anni con i genitori; sentita la storia della povera principessa prigioniera, al principe azzurro prese l’uzzolo di andare a liberarla, e poi uccidere il drago, e poi sposarla, e poi andare a vivere in un castello, e poi vivere felici e contenti per il resto dei loro giorni, e cose così.

Ma i genitori del principe azzurro, appena ebbero sentore di quello che passava per la testa a quell’imbecille del loro figlio, cominciarono a dirgli di lasciar perdere, che lui i draghi non sapeva neanche com’erano fatti, che doveva fare attenzione ai colpi di caldo (e, si sa, che i draghi di caldo ne fanno eccome!), che alla sua età loro si erano già trovati un lavoro serio, altro che andare in cerca di draghi, e che per esempio perchè il principe non si sposava con la figlia del banchiere del paese, che poi così ci scappava pure che il suocero lo sistemava in banca a fare un lavoro sicuro, ben retribuito e dal futuro certo? E poi, le prospettive di carriera non erano niente male. Certo, la figlia del banchiere era un po’ bruttina, ma era lì, a portata di mano, non c’era mica bisogno di salire sul cavallo, che poi, al giorno d’oggi, lo sai quanto costa mantenere un cavallo? Con quello che costa la biada! E poi, benedetto figlio mio, e l’armatura? Ma hai idea di quel che costa un’armatura? Qui campiamo solo con la pensione del tuo babbo, la mia pensione d’invalidità, gli affitti degli alloggi, dei campi, il ricavato della stalla, delle uova, le decime dei fittavoli, tuo padre fa anche un po’ l’usuraio per  arrotondare, sì è vero qualche cosa da parte ce l’abbiamo, poveri non siamo, ma al giorno d’oggi non si può mai sapere, con quello che si sente in giro!, le disgrazie fanno in fretta ad arrivare, e allora i soldi non bastano mai!, e tu, figlio ingrato, vuoi andare a metterti nei guai con i draghi, le principesse, etc etc etc, e così sperperare il poco di sostanze che io e tuo padre abbiamo messo insieme con tanti sacrifici! Per non parlare della spada: sì, è vero, la spada del nonno ce l’avresti anche, ma bisogna farla affilare, e poi revisionare, omologare, certificare e disinfettare con i raggi gamma, e sai che il fabbro sotto casa non è molto conveniente, bisogna portarla in città, dove magari riusciamo pure a fare tutto in nero senza fattura, ma comunque anche lì son soldi! Ma tu credi che i quattrini noi li abbiamo trovati sugli alberi! Figlio mio, hai quarant’anni, devi pensare al tuo futuro, devi farti una famiglia, altro che frottole, e pensa un po’ a mettere dei soldi da parte, che non si sa mai come vanno le cose, un domani!

Il principe azzurro ci pensò, e pensa che ti ripensa, e ripensa, e rimugina che ti rimugina, e alla fine decise di, massì, tuttosommato sposarsi con la bruttina figlia del banchiere, ha ragione la mamma, e pazienza per la principessa, che se la mangiasse pure il drago.

E così il principe azzurro divenne Capo Cassiere alla banca del paese: sfilava in centro paese con un bel cavallo lucido e turbocompresso con ESP, la sua banchierina gli diede tanti bei figlioletti (tutti futuri Cassierini), che i nonni si spupazzavano sulle vegliarde ginocchia; ogni tanto perfino andavano in gita a Gardaland, vivendo tutti felici e contenti.

(Vabè, tutti felici tranne la principessa, ovviamente. E’ ancora lì che strilla “Aiuto, aiuto, aiuto!” Che secondo me, basta che chiama Striscia la Notizia, che il problema è risolto. Quanto la fa lunga.)

Volumi Grami n.1

Nel caso uno abbia una madre ancora sessualmente appetitosa e fruibile, oppure che ormai sia ridotta a vecchia bacucca bavosa col pannolone, se ne può sempre ricavare un certo utile monetario. Basta solo presentarla in modo competitivo sul mercato.

E qui viene in aiuto un libro appena uscito:

VENDERE LA MAMMA SU E-BAY
Tecniche di e-marketing per la rottamazione della figura materna

Un manuale completo, scritto da un ragazzetto di sedici anni, su come vendere la propria madre all’asta su Internet e su come guadagnarci dei bei soldoni, eventualmente da riciclare nel fiorente mercato immobiliare.

Perché di mamma ce n’è una sola, e bisogna venderla bene!

Paolo n.9

Paolo da bambino era timidissimo, e non parlava mai con nessuno.

Adesso Paolo ha Wind Ricarica Più 1cent Free time Per Tutti, e può parlare con tutto il mondo e scambiare MMS con tutti i telefonini wind a solo 3centesimi al minuto. Anche sepoi in effetti di MMS non ne manda mai, e l’unica persona con cui passa le ore al telefono è la sua mamma.