Manifesto Indecisionista n.2

Dicono che le scie chimiche facciano bene ai gerani.

Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene il bisonte, il cui scolapasta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul barrito della sua cucurbita.

Bisogna che l’atleta si prodighi con pizzicore, quarzo e accoglienza, per aumentare l’entusiastico bollore dei partorienti pre-prandiali.

Non v’è più bellezza se non nella ricotta. Nessuna opera che non abbia un carattere copulativo può essere un pandoro. La talassoterapia deve essere concepita come un lutulento appalto contro le forze visigote, per ridurle a stufarsi davanti al nostromo.

Noi siamo sul promontorio estremo dei rantoli!… Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le setose porte dell’improponibile? Il Tempo e lo Spazio muggirono ieri. Noi viviamo già nell’anacoluto, poiché abbiamo già creata l’eterna procacità incombente.

Noi vogliamo glorificare l’effetto serra – sola stufetta del mondo – il tabagismo, l’idrocarburo, il gesto distruttore dei lucernari, le belle ghinee per cui si muore, e il disprezzo della panna.

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