Areofagie Dilettevoli n.2

I sempre solerti e attivissimi ricercatori dell’Università la Sapienza questa volta hanno scatenato la loro incredibile potenza ricercatrice su un argomento scottante, attuale, border-line e a dir poco incredibile: quanto bisogna dare al lavavetri che ti lava i vetri dell’auto al semaforo?

Varie scuole di pensiero si accavallano, diversi comportamenti si riscontrano sul territorio, comportamenti profondamente localizzati rendono giustizia alla varietà e futilità di questo splendido paese, così bello, così genuino, così vario, e così variegato come l’amarena:

– al nord, si dà generamente da 50 centesimi di euri all’euro intero; due euri se lava anche il lunotto;

– al centro, si dà generamente da 50 centesimi di euri all’euro intero; due euri se lava anche i fari;

– al sud, si dà generamente da 50 centesimi di euri all’euro intero, due euri se lavano gli specchietti;

– nelle isole, si dà generamente da 50 centesimi di euri all’euro intero, e stop.

Resta da scoprire invece quale sia la giusta guiderdone che si elargisce a fondo perduto ai giocolieri, ai mimi e agli altri pseudocosi che girano per strada ad elargire svago non richiesto e a pretendere compensi non meritati.

Ma questa è un’altra nuova splendida, fantastica, inebriante, eccitante, conturbante, contudente ed esorbitante ricerca per l’Università la Sapienza.

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Areofagie Dilettevoli n.1

Una ricerca dell’Università la Sapienza (sempre loro! maronn quanto ricercano!) ha inconfutabilmente dimostrato una cosa molto importante, estremamente interessante, spaventosamente incredibile, completamente prodigiosa e definitivamente inutile:

hanno scoperto che sono soprattutto gli uomini alla guida a mettere il braccio appoggiato al finestrino della macchina in cerca di refirgerio, addirittura in certi casi, udite udite, sporgendolo oltre la sagoma dell’autoveicolo (il che, va detto, è contro il codice stradale)(1).

Pare infatti che le donne non abbiano l’abitudine a guidare con il braccio sx appoggiato sulla portiera a finestrino abbassato.

E dove lo mettono, sto braccio sx? Non si sa. Una cosa per volta. Intanto abbiamo pagato fior fiore di ricercatori fannulloni per scoprire UNA cosa, adesso poi parte UN’ALTRA ricerca per capire che fine fa il braccio sx femminile delle donne al volante.

Si accettano scommesse:

a) le donne al volante non mettono fuori il braccio sx perché poi si ha l’inconveniente che il braccio sx resta, alla lunga, più abbronzato del braccio dx, il che non è bello a vedersi

b) le donne al volante guidano in modo più prudente, e quindi con tutte e due le braccia

c) le donne al volante non hanno il braccio sx, soprattutto quando guidano

d) quelli della Sapienza hanno preso fischi per fiaschi

e) sai che Sapienza ci vuole, a fare ste belle scoperte del menga

f) comunque, ha ragione il Brunetta lì, sti ricercatori universitari, a casa!, a laurà!, altro che ste ricerche delle bale

g) io li manderei in miniera

h) ssst! Che in miniera adesso ci stanno gli stracomunitari, lasciali buoni lì, che finché lavorano e non si lamentano, stan bene lì

i) allora io i ricercatori li manderei a lavorare nei coll senter, toh.

l) oppure al grande fratello: c’è tanto bisogno di braccia anche lì

m) te dici: mica facile, al grande fratello, fare lo scemo così di continuo: è un mestiere anche quello, oh!

m) ecchecentra, certo, un mestiere come un altro, mica siamo quelli che dicono: a fare i coglioni son bravi tutti, no!, a fare i coglioni bisogna essere bravi

o) e pagati, poi! Non dimentichiamo la cosa più importante!

p) c’è poco da ridere: guarda che chi vince il grande fratello, poi è sistemato per il resto della sua vita, eh!

q) prima di tutto: i soldi che gli danno, cash!

r) che ci dicano quello che vogliono, ma glie ne daranno almeno il doppio in nero…

s) poi: cominci a fare le serate in discoteca…

t) che te ridi, ma sai che fatica! anche quello, è un mestiere…

u) sai che ti dico? a questo punto rilascio al mondo una dichiarazione che farà paura:  CHE FASTIDIO QUELL’ARIA NELL’INTESTINO!

v) e io ti rispondo, da par mio e per quel che mi compete: VOGLIO RITROVARE LA MIA REGOLARITA’ QUOTIDIANA!

z) ma: sta lista non finisce mai?

(1)uè! ragazzo! niente bestemmie qui! cos’è sta novità, del codice stradale? ma cus’è? che altra porcata si sono inventati? tutto solo per far multe! Lader cumunisti!

Questione di Peli n.1

Pubblicati i risultati di un’accurata indagine dell’Università la Sapienza, che dimostra la stretta correlazione fra i peli sulle spalle  e il quoziente d’intelligenza del portatore di peli.

Anni e anni di campionamenti sulla popolazione e sul bacino di utenza hanno infatti dimostrato che le persone, perlopiù di sesso maschile, che si fanno vezzosamente crescere i peli sulla schiena hanno un QI abbastanza basso. Quelli che poi usano accorgimenti protesici (parrucche, toupet, e quant’altro) per creare a bella posta un bel tappeto morbido sulle scapole, di cui non sarebbero naturalmente dotati,  ecco, è dimostrato che come a neuroni son quelli lì son quelli messi peggio.

Subito è insorta l’Associazione Italiana Peli Sulla Schiena, che ha diffuso un comunicato  che si scaglia contro il “criptorazzismo eugenetico” di questo studio, auspicando invece “l’arrivo del giorno in cui avere i peli sulla schiena non sia più fonte di discriminazione.”

Altra reazione allarmata è venuta dall’Associazione Industriali Produttori di Parrucche Schienali, che vede nel risultati una minaccia diretta al proprio business, “proprio ora che stiamo uscendo dal tunnel della crisi, e proprio adesso che stiamo lanciando una campagna pubblicitaria a favore dei peli sulla schiena posticci, nonchè due nuove linee di prodotti dedicati a donne e bambini, perchè tutti gli italiani hanno il diritto di sfoggiare dei bei pelazzi neri sul collo dietro e sulle scapole: ricorreremo al TAR, alla Corte di Giustizia Europea, alla Cassazione! Non si può danneggiare così una categoria produttiva del Paese!”

Immediatamente il solito sindaco leghista in cerca di pubblicità ha emesso un’ordinanza comunale che dispone l’impiccagione in piazza di tutti gli uomini pelosi estracomunitari che rubano il lavoro agli uomini pelosi Italiani, a tutela del Vero Maschio Italiano Peloso.

Si attende a ore un comunicato rabbioso dell’Organizzazione di Mister Peli Sulla Schiena 2010, tradizionale concorso di bellezza che manda in passerella prestanti e aitanti fustacchioni accomunati da una cosa sola: le scapole e la cervicale tappezzata da folta e morbida peluria termoisolante.

Il Club Degli Uomini Depilati al Laser invece saluta con favore e giubilo la pubblicazione dei risultati della ricerca, “in cui si dimostra che la depilazione totale e definitiva maschile, modello “Serse” di 300, è il futuro!”

Donne che Ruttano n.3

Comunque, dato atto alla Ferrero di aver sdoganato il rutto femminile presso il grande pubblico del prime time televisivo, non è che adesso possano affermare di aver inventato loro la digestione donnesca.

Difatti, da una recente ricerca dell’Università la Sapienza si è scoperto che già in passato le donne ruttavano, perfino addirittura (pensate un po’) dall’Antichità Classica: è recente scoperta che già Cleopatra ruttava come se niente fosse, e probabilmente molto del suo fascino era dovuto a questa sottile opposizione fra aspetto leggiadro e digestione esplicita.

Pare dimostrato che anche Lucrezia Borgia e Isabella d‘Aragona erano donne che ruttavano senza problemi, ma questa è un’altra storia.

Apposito Spiegone n. 8

Titolo:

Nuovi orizzonti della Psicologia Comportamentale specializzata in Idiozia Comune Contagiosa Ma Spontanea e Condivisibile

Ovvero:

Non compro un cane cosi’ poi non mi dispiacera’ vederlo morire

Segue Apposito Spiegone:

Gli scienziatoni dell’Università la Sapienza di Roma ne hanno inventata un’altra: oltre a prestare la propria faccia alla pubblicità nel decantare gli effetti taumaturgici dei Deodoranti Ascellari a base di napalm e nutella, per arrotondare le già laute prebende adesso si applicano a fare Ricerche Inutili su Argomenti Idioti (chepperò, ad onor del vero, è un settore in continua espansione e dove le possibilità di carriera e guadagno non mancano).

Per esempio, accurati studi condotti dal dipartimento di Psicologia Adleriana con Ripieno di Carciofini Flambè hanno dimostrato che effettivamente i cani domestici hanno una inspiegabile certa tendenza a morire prima dei rispettivi padroni, il che ovviamente lascia il proprietario interdetto e addolorato al  momento della dipartita della povera bestia, da cui il detto di Saggezza Popolare (peraltro condivisibile):

NON COMPRO UN CANE COSI’ POI NON MI DISPIACERÀ VEDERLO MORIRE

Gli scienziatoni sempre della Sapienza hanno poi pensato a una efficace contromisura e soluzione quasi definitiva al problema, che poi in effetti le soluzioni potrebbero essere non una ma addirittura due (in offerta come il fustino del detersivo):

– il padrone, quando muore il cane, gira la testa dall’altra parte, così non lo vede morire

– oppure lo fa morire al buio, che anche in questo caso non si vede e vualà il problema è risolto

Se poi il padrone del cane è cieco, meglio! Il problema non si pone addirittura: non lo vede né vivere né morire il che, in fin dei conti, è anche una situazione di lusso.

Tutto questo per  concludere: e poi dicono che non bisogna tagliare i fondi alla ricerca. Ma altro che tagliarli, eliminarli tutti! Basta con ’sta ricerca! A lavorare, tutti! Siamo un popolo di “santi, poeti, navigatori e operatori di coll senter”, mica c’è scritto “ricercatori”. C’è scritto “ricercatori”? No! E allora ricercatori: kaputt!

(Mi sa che cià ragione la Gelmini: mi piange il cuore e mi duole il fegato a dirlo, ma mi sa che è così)

Apposito Spiegone n. 4

Titolo:

Del perche’ i porcospini – nel senso di Erinaceus europaeus – non riescono a usare facebook in modo efficiente e produttivo

Ovvero:

su internet puoi dire quello che vuoi, tanto non ti ascolta nessuno

Segue Apposito Spiegone:

Una recente ricerca di mercato ha scoperto che su facebook non c’è nessun account registrato a un porcospino, presumibilmente perché i porcospini non possono usare il computer.

Allo scopo di rimediare tale lacuna di madre natura è allo studio da parte degli scienziatoni dell’Università “La Sapienza” un nuovo tipo di interfaccia multimediale soffice e prensile, che consentirà anche ai porcospini di usare il computer e avere il loro bel profilo su facebook.

Immediata interrogazione parlamentare di un deputato teodem, che esclama: “un porcospino alfabetizzato culturalmente non è nel disegno di Dio”! Seguono polemiche infinite, a cui hanno posto fine le nuove notizie pruriginose che giungono dalla casa del grande fratello.

Omo De Panza n.1

Ultima novità dal mondo della ricerca scientifica: il detto popolare “omo de panza, omo de sostanza” corrisponde a verità.

Infatti, alcuni ricercatori dell’Università “La Sapienza” di Roma dopo ricerche durate anni confermano: gli uomini con il ventre prominente si dimostrano generalmente più concreti e affidabili dei magri. L’obesità esteriore riflette dunque un maggiore spessore interiore, per la gioia della donna italiana media che si ritrova sposata a una botte di lardo pelosa.

(Però: vabè, dico io, il progresso scientifico d’accordo, ma: sti ricercatori li pagano pure per ricercare ste boiate?)